L’analisi dei lavori progettati nel Settecento alle opere di fortificazione della città di Messina diventa un’occasione irrinunciabile per approfondire l’apporto dato da alcuni artefici alla pratica del disegno come uno strumento conoscitivo scientifico indispensabile all’attività ingegneristica. Un elemento sostanziale che si coglie in questo piano è l’importanza assoluta data al disegno da Pierre Bardet e in un secondo momento da Luigi che con lui collaborò in quest’opera. In questo senso fondamentale è il contributo di Pierre Bardet all’evoluzione della classe degli ingegneri militari poiché la sua attività segna senza dubbio un punto di svolta, per quella particolare attenzione grafica e quel vivido interesse nei confronti dell’architettura antica. Il saggio individua la chiave per comprendere il suo approccio innovativo nella direzione dei Regi Scavi nella formazione, forse uno degli aspetti meno noti, avvenuta a Roma nell’Accademia di San Luca come pensionnaire dell’Accademia di Francia dal 1704 fino al 26 aprile del 1709. Se Pierre può essere considerato l’antesignano di una nuova figura di ingegnere colto e raffinato nell’attività topografica del figlio Luigi si riescono a leggere ormai gli esiti di una nuova formazione militare, da lui compiuta negli anni in cui la didattica, legata al Real Battaglione Ferdinando, fu caratterizzata da vitali fermenti innovativi e arricchita di nuove pubblicazioni scientifiche destinate agli allievi.

Il disegno come pratica conoscitiva scientifica nel Settecento. Le opere di fortificazione della città di Messina

PEZONE, Maria Gabriella
2007

Abstract

L’analisi dei lavori progettati nel Settecento alle opere di fortificazione della città di Messina diventa un’occasione irrinunciabile per approfondire l’apporto dato da alcuni artefici alla pratica del disegno come uno strumento conoscitivo scientifico indispensabile all’attività ingegneristica. Un elemento sostanziale che si coglie in questo piano è l’importanza assoluta data al disegno da Pierre Bardet e in un secondo momento da Luigi che con lui collaborò in quest’opera. In questo senso fondamentale è il contributo di Pierre Bardet all’evoluzione della classe degli ingegneri militari poiché la sua attività segna senza dubbio un punto di svolta, per quella particolare attenzione grafica e quel vivido interesse nei confronti dell’architettura antica. Il saggio individua la chiave per comprendere il suo approccio innovativo nella direzione dei Regi Scavi nella formazione, forse uno degli aspetti meno noti, avvenuta a Roma nell’Accademia di San Luca come pensionnaire dell’Accademia di Francia dal 1704 fino al 26 aprile del 1709. Se Pierre può essere considerato l’antesignano di una nuova figura di ingegnere colto e raffinato nell’attività topografica del figlio Luigi si riescono a leggere ormai gli esiti di una nuova formazione militare, da lui compiuta negli anni in cui la didattica, legata al Real Battaglione Ferdinando, fu caratterizzata da vitali fermenti innovativi e arricchita di nuove pubblicazioni scientifiche destinate agli allievi.
Pezone, Maria Gabriella
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11591/171467
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