Il ritrovamento delle inedite piante dei territori vesuviani (Pollena, Trocchia, Somma, S. Anastasia) a firma di Luigi Marchese, considerate sinora disperse, ha consentito al gruppo di ricerca del quale faccio parte di aggiungere al corpus delle carte note dell’Ingegnere Camerale un tassello utile ad approfondire la sua attività per la Real Soprintendenza della Decima. I grafici, che registrano lo stato dei luoghi anteriormente al 1802, sono stati il riferimento cartografico privilegiato per analizzare in questo saggio gli interventi promossi dai Borbone per risolvere il problema della cosiddetta “Lava di Pollena”. I territori vesuviani, infatti, furono interessati, nel corso del Settecento, da fenomeni secondari delle eruzioni vulcaniche che comportarono dissesti idrogeologici così devastanti da richiedere complessi interventi idraulici. Il saggio ripercorre, attraverso la consultazione delle fonti archivistiche, la realizzazione tra il Settecento e l’Ottocento di una complessa rete di canali, che vide attivi importanti protagonisti dell’ingegneria militare, come Francesco La Vega, Vincenzo Tirone, Fernando Ruberti, Giuliano De Fazio nel Decennio, Luigi Malesci, Domenico Colella.

I casali di Pollena e di Trocchia nelle piante di Luigi Marchese e gli interventi borbonici per la “Lava di Pollena”

PEZONE, Maria Gabriella
2003

Abstract

Il ritrovamento delle inedite piante dei territori vesuviani (Pollena, Trocchia, Somma, S. Anastasia) a firma di Luigi Marchese, considerate sinora disperse, ha consentito al gruppo di ricerca del quale faccio parte di aggiungere al corpus delle carte note dell’Ingegnere Camerale un tassello utile ad approfondire la sua attività per la Real Soprintendenza della Decima. I grafici, che registrano lo stato dei luoghi anteriormente al 1802, sono stati il riferimento cartografico privilegiato per analizzare in questo saggio gli interventi promossi dai Borbone per risolvere il problema della cosiddetta “Lava di Pollena”. I territori vesuviani, infatti, furono interessati, nel corso del Settecento, da fenomeni secondari delle eruzioni vulcaniche che comportarono dissesti idrogeologici così devastanti da richiedere complessi interventi idraulici. Il saggio ripercorre, attraverso la consultazione delle fonti archivistiche, la realizzazione tra il Settecento e l’Ottocento di una complessa rete di canali, che vide attivi importanti protagonisti dell’ingegneria militare, come Francesco La Vega, Vincenzo Tirone, Fernando Ruberti, Giuliano De Fazio nel Decennio, Luigi Malesci, Domenico Colella.
Pezone, Maria Gabriella
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11591/167450
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