Ferdinando Fuga con la ricca attività nel regno di Napoli favorì la diffusione di un nuovo linguaggio che influenzò l’operato degli architetti napoletani della generazione successiva, come mostra l’attività di Pompeo Schiantarelli e Gaetano Barba. Tra gli allievi diretti del Fuga, tra i quali anche Giuseppe Alviani e Giuseppe Mauri, va annoverato anche Ignazio de Nardo la cui attività s’intreccia costantemente con quella dell’architetto fiorentino, succedendogli in importanti cantieri reali. Il saggio ripercorre sinteticamente i momenti più significativi dell’attività di Ignazio de Nardo, che spaziò da lavori più strettamente “tecnici” -come la costruzione di ponti e strade e la redazione di perizie- alla progettazione di opere effimere, per poi soffermarsi su due episodi in particolare: l’edificazione del ponte di Civitate sul Fortore in Puglia e la complessa opera di ricostruzione della città di Torre del Greco dopo la terribile eruzione del 1794. Interventi che, riletti attraverso una ricca messe di documenti inediti, restituiscono - in negativo il primo in positivo il secondo – due momenti particolarmente significativi della sua instancabile operosità al servizio dei Borbone

Nuove acquisizioni sull’attività per la corte borbonica di Ignazio de Nardo, epigono di Ferdinando Fuga

PEZONE, Maria Gabriella
2001

Abstract

Ferdinando Fuga con la ricca attività nel regno di Napoli favorì la diffusione di un nuovo linguaggio che influenzò l’operato degli architetti napoletani della generazione successiva, come mostra l’attività di Pompeo Schiantarelli e Gaetano Barba. Tra gli allievi diretti del Fuga, tra i quali anche Giuseppe Alviani e Giuseppe Mauri, va annoverato anche Ignazio de Nardo la cui attività s’intreccia costantemente con quella dell’architetto fiorentino, succedendogli in importanti cantieri reali. Il saggio ripercorre sinteticamente i momenti più significativi dell’attività di Ignazio de Nardo, che spaziò da lavori più strettamente “tecnici” -come la costruzione di ponti e strade e la redazione di perizie- alla progettazione di opere effimere, per poi soffermarsi su due episodi in particolare: l’edificazione del ponte di Civitate sul Fortore in Puglia e la complessa opera di ricostruzione della città di Torre del Greco dopo la terribile eruzione del 1794. Interventi che, riletti attraverso una ricca messe di documenti inediti, restituiscono - in negativo il primo in positivo il secondo – due momenti particolarmente significativi della sua instancabile operosità al servizio dei Borbone
Pezone, Maria Gabriella
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