La tecnica della liposuzione assistita dagli ultrasuoni esterni è stata ipotizzata da Scuderi e D’Andrea nel 1987 e poi ripresa da Zocchi nel 1992. Gli ultrasuoni possono essere somministrati mediante sonde “endocavitarie” (UAL), oppure, più modernamente, attraverso l’impiego di sonde che, semplicemente appoggiate sulla cute, veicolano gli ultrasuoni nel tessuto sottocutaneo, a differente profondità, e a seconda della frequenza impiegata. Questa tecnica, denominata XUAL oppure EUAL, è decisamente meno invasiva della prima, e per questo, può essere associata a lipectomie. Mentre la UAL emulsifica il tessuto adiposo e provoca una lisi delle membrane degli adipociti, la XUAL, essendo “meno invasiva”, induce la perdita del contatto cellula-cellula e altera le fibre collageniche interadipocitarie, “spacchettando” gli adipociti. Questo induce un più facile distacco delle cellule adipose che possono essere rimosse meccanicamente. La tecnica XUAL si esplica mediante l’applicazione transcutanea di ultrasuoni ad alta frequenza, previa infiltrazione tissutale di semplice soluzione fisiologica (per meglio veicolare gli ultrasuoni). I risultati mostrano differenti effetti sugli adipociti e le fibre collagene. Infatti, le biopsie di pazienti trattati con ultrasuoni alla frequenza di 1 MHz e alla potenza di 3 watt non mostrano distruzioni cellulari e le fibre collagene sembrano solo lievemente danneggiate. La colorazione per l’oil Red O conferma che solo in una piccola parte dei casi gli adipociti si presentano distaccati dagli altri con piccole alterazioni di membrana e l’immunofluorescenza per il collagene di tipo I mostra che le fibre sono intatte. Al contrario quando gli ultrasuoni sono ad una frequenza di 2 o 3 MHz ed ad una potenza di 3 watt, le alterazioni degli adipociti possono essere ben osservate mediante la colorazione all’Oil Red O e l’immunofluorescenza per il collagene di tipo I. Infatti si nota una completa distruzione del tessuto adiposo ed una completa retrazione delle fibre collagene. In conclusione, noi possiamo affermare che usando gli ultrasuoni ad una frequenza di 1 MHz si osservano solo limitate alterazioni delle fibre collagene interadipocitarie Tale tecnica può essere utilizzata in medicina estetica per le adiposità localizzate di I tipo. Gli ultrasuoni ad una frequenza di 2 o 3 MHz sono capaci di provocare una completa distruzione del tessuto adiposo, includendo cellule e fibre collagene e questa tecnica può essere utilizzata per le celluliti inveterate (di tipo II e III) e per il body contouring chirurgico.

IL BODY CONTOURING ATTRAVERSO GLI ULTRASUONI ESTERNI A BASSA FREQUENZA. EFFICACIA DELLA TECNICA XUAL

D'ANDREA, Francesco;FERRARO, Giuseppe;NICOLETTI, Giovanni Francesco;
2008

Abstract

La tecnica della liposuzione assistita dagli ultrasuoni esterni è stata ipotizzata da Scuderi e D’Andrea nel 1987 e poi ripresa da Zocchi nel 1992. Gli ultrasuoni possono essere somministrati mediante sonde “endocavitarie” (UAL), oppure, più modernamente, attraverso l’impiego di sonde che, semplicemente appoggiate sulla cute, veicolano gli ultrasuoni nel tessuto sottocutaneo, a differente profondità, e a seconda della frequenza impiegata. Questa tecnica, denominata XUAL oppure EUAL, è decisamente meno invasiva della prima, e per questo, può essere associata a lipectomie. Mentre la UAL emulsifica il tessuto adiposo e provoca una lisi delle membrane degli adipociti, la XUAL, essendo “meno invasiva”, induce la perdita del contatto cellula-cellula e altera le fibre collageniche interadipocitarie, “spacchettando” gli adipociti. Questo induce un più facile distacco delle cellule adipose che possono essere rimosse meccanicamente. La tecnica XUAL si esplica mediante l’applicazione transcutanea di ultrasuoni ad alta frequenza, previa infiltrazione tissutale di semplice soluzione fisiologica (per meglio veicolare gli ultrasuoni). I risultati mostrano differenti effetti sugli adipociti e le fibre collagene. Infatti, le biopsie di pazienti trattati con ultrasuoni alla frequenza di 1 MHz e alla potenza di 3 watt non mostrano distruzioni cellulari e le fibre collagene sembrano solo lievemente danneggiate. La colorazione per l’oil Red O conferma che solo in una piccola parte dei casi gli adipociti si presentano distaccati dagli altri con piccole alterazioni di membrana e l’immunofluorescenza per il collagene di tipo I mostra che le fibre sono intatte. Al contrario quando gli ultrasuoni sono ad una frequenza di 2 o 3 MHz ed ad una potenza di 3 watt, le alterazioni degli adipociti possono essere ben osservate mediante la colorazione all’Oil Red O e l’immunofluorescenza per il collagene di tipo I. Infatti si nota una completa distruzione del tessuto adiposo ed una completa retrazione delle fibre collagene. In conclusione, noi possiamo affermare che usando gli ultrasuoni ad una frequenza di 1 MHz si osservano solo limitate alterazioni delle fibre collagene interadipocitarie Tale tecnica può essere utilizzata in medicina estetica per le adiposità localizzate di I tipo. Gli ultrasuoni ad una frequenza di 2 o 3 MHz sono capaci di provocare una completa distruzione del tessuto adiposo, includendo cellule e fibre collagene e questa tecnica può essere utilizzata per le celluliti inveterate (di tipo II e III) e per il body contouring chirurgico.
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