Il fenomeno dello spopolamento dei territori fragili del Mediterraneo minaccia la conservazione del patrimonio culturale immateriale, fatto di storie, riti e pratiche condivise, mettendo a rischio la trasmissione delle identità locali. In risposta a queste criticità, il progetto esplora il ruolo del racconto collettivo e della narrazione partecipativa come strumenti di rigenerazione culturale e sociale nelle aree interne. Il cuore del progetto riguarda la realizzazione di un Walking Museum, un museo itinerante e interattivo che si snoda nei piccoli comuni delle aree interne italiane, spesso esclusi dai circuiti culturali tradizionali. A differenza delle istituzioni usuali, esso non è concepito come spazio fisso, ma come esperienza dinamica che prende forma attraverso la messa a progetto delle narrazioni proprie della comunità attraversata dal museo. Ogni esposizione museale si sviluppa a partire dalla raccolta delle memorie, esperienze e tradizioni, al fine di tracciare, per la valorizzazione e preservazione, le narrazioni collettive che costituiscono questi territori. Il rituale della pratica narrativa diviene lo strumento che dà senso stesso all’esistenza, trasformando l’essere-nel-mondo in un essere-a-casa . La raccolta delle narrazioni e le pratiche quotidiane individuabili attraverso gli elementi visibili, invisibili e simbolici del territorio, consentono di individuare i tratti semantici che caratterizzano la comunità. L’esposizione che verrà ideata a seguito della fase di raccolta, non si esaurirà con la sola mostra urbana, ma continuerà a viaggiare con il museo nelle tappe successive. Attraverso installazioni, workshop e incontri comunitari, il museo permette agli abitanti di confrontarsi con esperienze simili o diverse, creando un ponte tra realtà lontane. In conclusione, il Walking Museum si configura come un nuovo modello comunicativo, itinerante e partecipativo per la raccolta e prevenzione delle culture territoriali in risposta ai nuovi paradigmi contemporanei. Esso mette in luce il ruolo del designer della comunicazione per i territori, come mediatore e regista il quale con sguardo asettico sulla verità, cattura ed espurga le narrazioni prima che esse vengano espresse verso l’esterno, permettendone la corretta trasposizione senza che essi vengano mercificati.

I musei itineranti come pratica di narrazione collettiva per i patrimoni territoriali delle aree interne

S. Giancaspero;A. Mazza
In corso di stampa

Abstract

Il fenomeno dello spopolamento dei territori fragili del Mediterraneo minaccia la conservazione del patrimonio culturale immateriale, fatto di storie, riti e pratiche condivise, mettendo a rischio la trasmissione delle identità locali. In risposta a queste criticità, il progetto esplora il ruolo del racconto collettivo e della narrazione partecipativa come strumenti di rigenerazione culturale e sociale nelle aree interne. Il cuore del progetto riguarda la realizzazione di un Walking Museum, un museo itinerante e interattivo che si snoda nei piccoli comuni delle aree interne italiane, spesso esclusi dai circuiti culturali tradizionali. A differenza delle istituzioni usuali, esso non è concepito come spazio fisso, ma come esperienza dinamica che prende forma attraverso la messa a progetto delle narrazioni proprie della comunità attraversata dal museo. Ogni esposizione museale si sviluppa a partire dalla raccolta delle memorie, esperienze e tradizioni, al fine di tracciare, per la valorizzazione e preservazione, le narrazioni collettive che costituiscono questi territori. Il rituale della pratica narrativa diviene lo strumento che dà senso stesso all’esistenza, trasformando l’essere-nel-mondo in un essere-a-casa . La raccolta delle narrazioni e le pratiche quotidiane individuabili attraverso gli elementi visibili, invisibili e simbolici del territorio, consentono di individuare i tratti semantici che caratterizzano la comunità. L’esposizione che verrà ideata a seguito della fase di raccolta, non si esaurirà con la sola mostra urbana, ma continuerà a viaggiare con il museo nelle tappe successive. Attraverso installazioni, workshop e incontri comunitari, il museo permette agli abitanti di confrontarsi con esperienze simili o diverse, creando un ponte tra realtà lontane. In conclusione, il Walking Museum si configura come un nuovo modello comunicativo, itinerante e partecipativo per la raccolta e prevenzione delle culture territoriali in risposta ai nuovi paradigmi contemporanei. Esso mette in luce il ruolo del designer della comunicazione per i territori, come mediatore e regista il quale con sguardo asettico sulla verità, cattura ed espurga le narrazioni prima che esse vengano espresse verso l’esterno, permettendone la corretta trasposizione senza che essi vengano mercificati.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11591/612927
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