La Old Town di Shanghai costituisce un caso significativo per analizzare le trasformazioni urbane nelle città in rapida crescita. Caratterizzata da un tessuto residenziale ad alta densità, è stata oggetto negli ultimi decenni di politiche di rigenerazione orientate alla densificazione, formalizzate nei Piani Quinquennali nazionali e nei masterplan municipali. Tali politiche hanno promosso demolizioni estese, ricollocazioni della popolazione e nuovi insediamenti ad alta intensità edilizia, con effetti rilevanti sulla morfologia e sulle strutture sociali locali. La crisi recente del mercato immobiliare ha inoltre determinato la presenza di numerosi vuoti urbani e cantieri sospesi, che rendono evidenti i limiti del modello speculativo. L’analisi, sviluppata attraverso indagini sul campo, rilievi documentali e interviste qualitative, mostra come le trasformazioni abbiano prodotto una duplice perdita: da un lato la riduzione del patrimonio architettonico e storico, dall’altro l’indebolimento delle reti di prossimità e delle economie minute che caratterizzavano la vita quotidiana della Old Town. Tuttavia, la ricerca evidenzia anche fenomeni di resilienza: pratiche informali di riuso degli spazi interstiziali, microeconomie locali e ritualità collettive che mantengono attiva una dimensione pubblica, pur in un contesto di forte pressione trasformativa. L’articolo si propone di analizzare criticamente queste dinamiche, indagando da un lato le politiche urbane che hanno favorito demolizioni e densificazione, dall’altro le pratiche di resistenza che consentono alle comunità locali di preservare, almeno in parte, la dimensione pubblica e comunitaria.

Demolire la memoria: la trasformazione della Old City di Shanghai e la resistenza della dimensione pubblica nei quartieri storici

Chiara Bocchino
2026

Abstract

La Old Town di Shanghai costituisce un caso significativo per analizzare le trasformazioni urbane nelle città in rapida crescita. Caratterizzata da un tessuto residenziale ad alta densità, è stata oggetto negli ultimi decenni di politiche di rigenerazione orientate alla densificazione, formalizzate nei Piani Quinquennali nazionali e nei masterplan municipali. Tali politiche hanno promosso demolizioni estese, ricollocazioni della popolazione e nuovi insediamenti ad alta intensità edilizia, con effetti rilevanti sulla morfologia e sulle strutture sociali locali. La crisi recente del mercato immobiliare ha inoltre determinato la presenza di numerosi vuoti urbani e cantieri sospesi, che rendono evidenti i limiti del modello speculativo. L’analisi, sviluppata attraverso indagini sul campo, rilievi documentali e interviste qualitative, mostra come le trasformazioni abbiano prodotto una duplice perdita: da un lato la riduzione del patrimonio architettonico e storico, dall’altro l’indebolimento delle reti di prossimità e delle economie minute che caratterizzavano la vita quotidiana della Old Town. Tuttavia, la ricerca evidenzia anche fenomeni di resilienza: pratiche informali di riuso degli spazi interstiziali, microeconomie locali e ritualità collettive che mantengono attiva una dimensione pubblica, pur in un contesto di forte pressione trasformativa. L’articolo si propone di analizzare criticamente queste dinamiche, indagando da un lato le politiche urbane che hanno favorito demolizioni e densificazione, dall’altro le pratiche di resistenza che consentono alle comunità locali di preservare, almeno in parte, la dimensione pubblica e comunitaria.
2026
9788899237868
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11591/608933
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