Il Complesso Monumentale del Belvedere di San Leucio, sito borbonico d’avanguardia nella produzione serica, riconosciuto dall'UNESCO come Patrimonio dell'Umanità, rappresenta ancora oggi uno dei tentativi pionieristici più interessanti di conciliazione tra manifattura e progresso economico. L’insieme delle testimonianze storiche, dalle architetture industriali alle raffinate tecnologie tessili, costituisce un riferimento identitario per la comunità locale, memoria di un’epoca in cui il lavoro e la produzione erano considerati strumenti di crescita sociale e civile. Sebbene le valenze patrimoniali connesse alla lavorazione artigianale continuino a essere preservate, molteplici sono le sfide poste dalla contemporaneità in chiave di valorizzazione e di reinterpretazione del cultural heritage. In tempi recentissimi, l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” allo scopo di sottolineare il valore storico-produttivo delle aree interne casertane, ha stabilito negli spazi del Complesso monumentale un distretto leggero per la moda e il design in Campania, Officina Vanvitelli, hub laboratoriale deputato all’intreccio di competenze, sperimentazioni e innovazioni. Il polo accademico, impiegando le risorse locali, punta sugli assi della formazione e della ricerca per la tutela dei paesaggi culturali e produttivi del Made in Italy. In questo contributo si intende presentare un progetto in fase di realizzazione: la creazione in Officina Vanvitelli di nuclei archivistici di fonti e risorse materiali e immateriali che ricostruiscono e narrano le traiettorie progettuali dei protagonisti d’eccellenza della moda e del design – i fondatori della scuola di design in Campania – Almerico De Angelis, Patrizia Ranzo e la loro scuola che annovera tra gli altri Salvatore Cozzolino e Claudio Gambardella. Attraverso i documenti, le testimonianze dirette e indirette, i prototipi e i campionari, il progetto intende riattivare la creatività contemporanea mediante la valorizzazione innovativa del patrimonio storico-culturale locale, connettendosi alle prime iniziative di gruppi di ricerca e di sperimentazione sviluppatesi in Officina Vanvitelli. Queste includono il sistema MO.DE.C – Moda e Design in Campania, un organismo consultivo regionale incentrato sul patrimonio culturale Made in Italy e il progetto Archivi Viventi, una mappatura digitale conoscitiva dei materiali e manufatti esistenti e del know-how delle imprese della moda campana storicamente radicate sul territorio. Il contributo, dunque, si inserisce in un più ampio processo di rigenerazione culturale che – grazie alla messa in luce di tali saper fare – intende promuovere il dialogo operativo tra la comunità, i ricercatori e gli stakeholder.

San Leucio oltre la seta. Nuove prospettive di valorizzazione della cultura del lavoro e della ricerca scientifica

Carmen Cecere
Writing – Original Draft Preparation
;
Alessandra Clemente
Writing – Original Draft Preparation
In corso di stampa

Abstract

Il Complesso Monumentale del Belvedere di San Leucio, sito borbonico d’avanguardia nella produzione serica, riconosciuto dall'UNESCO come Patrimonio dell'Umanità, rappresenta ancora oggi uno dei tentativi pionieristici più interessanti di conciliazione tra manifattura e progresso economico. L’insieme delle testimonianze storiche, dalle architetture industriali alle raffinate tecnologie tessili, costituisce un riferimento identitario per la comunità locale, memoria di un’epoca in cui il lavoro e la produzione erano considerati strumenti di crescita sociale e civile. Sebbene le valenze patrimoniali connesse alla lavorazione artigianale continuino a essere preservate, molteplici sono le sfide poste dalla contemporaneità in chiave di valorizzazione e di reinterpretazione del cultural heritage. In tempi recentissimi, l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” allo scopo di sottolineare il valore storico-produttivo delle aree interne casertane, ha stabilito negli spazi del Complesso monumentale un distretto leggero per la moda e il design in Campania, Officina Vanvitelli, hub laboratoriale deputato all’intreccio di competenze, sperimentazioni e innovazioni. Il polo accademico, impiegando le risorse locali, punta sugli assi della formazione e della ricerca per la tutela dei paesaggi culturali e produttivi del Made in Italy. In questo contributo si intende presentare un progetto in fase di realizzazione: la creazione in Officina Vanvitelli di nuclei archivistici di fonti e risorse materiali e immateriali che ricostruiscono e narrano le traiettorie progettuali dei protagonisti d’eccellenza della moda e del design – i fondatori della scuola di design in Campania – Almerico De Angelis, Patrizia Ranzo e la loro scuola che annovera tra gli altri Salvatore Cozzolino e Claudio Gambardella. Attraverso i documenti, le testimonianze dirette e indirette, i prototipi e i campionari, il progetto intende riattivare la creatività contemporanea mediante la valorizzazione innovativa del patrimonio storico-culturale locale, connettendosi alle prime iniziative di gruppi di ricerca e di sperimentazione sviluppatesi in Officina Vanvitelli. Queste includono il sistema MO.DE.C – Moda e Design in Campania, un organismo consultivo regionale incentrato sul patrimonio culturale Made in Italy e il progetto Archivi Viventi, una mappatura digitale conoscitiva dei materiali e manufatti esistenti e del know-how delle imprese della moda campana storicamente radicate sul territorio. Il contributo, dunque, si inserisce in un più ampio processo di rigenerazione culturale che – grazie alla messa in luce di tali saper fare – intende promuovere il dialogo operativo tra la comunità, i ricercatori e gli stakeholder.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11591/603445
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