Il contributo indaga l’erbario contemporaneo come dispositivo di rappresentazione critica del paesaggio, reinterpretato attraverso pratiche di disegno esteso e tecniche fotografiche analogiche. Muovendo da una riflessione sul locus horribilis e sui meccanismi storici di selezione della visibilità del paesaggio, il progetto propone l’erbario cianotipico come strumento capace di rendere visibili tracce marginali, residuali e transitorie del mondo vegetale. L’erbario, tradizionalmente legato a funzioni classificatorie e tassonomiche, viene qui riattivato come archivio aperto e narrativo, in cui la rappresentazione non mira alla restituzione oggettiva della forma, ma alla registrazione di una presenza attraverso l’impronta. Il progetto “CyanoHerbs” sperimenta la tecnica della cianotipia come pratica di contatto tra corpo vegetale, supporto e luce, producendo immagini-traccia che testimoniano un processo più che un risultato formale. La scelta di un procedimento fotografico analogico enfatizza una conoscenza per corrispondenza, fondata sull’esperienza materiale e temporale del fare, in dialogo con la tradizione storica dell’erbario e con le prime applicazioni fotografiche ottocentesche. Le cianotipie realizzate a partire dalle piante officinali dell’Orto Botanico di Napoli vengono successivamente digitalizzate e integrate in un ricettario illustrato, concepito come oggetto editoriale tattile e immersivo. Il progetto dimostra come pratiche apparentemente obsolete possano attivare nuove modalità di visualizzazione del paesaggio, fondate sulla traccia, sulla memoria e sull’immaginazione, contribuendo a una riflessione critica sul rapporto tra disegno, archivio e natura nel contesto contemporaneo.

Paesaggi altri tra archivio e traccia: l’erbario cianotipico

Alice Palmieri
;
Pierambra Palesano
2026

Abstract

Il contributo indaga l’erbario contemporaneo come dispositivo di rappresentazione critica del paesaggio, reinterpretato attraverso pratiche di disegno esteso e tecniche fotografiche analogiche. Muovendo da una riflessione sul locus horribilis e sui meccanismi storici di selezione della visibilità del paesaggio, il progetto propone l’erbario cianotipico come strumento capace di rendere visibili tracce marginali, residuali e transitorie del mondo vegetale. L’erbario, tradizionalmente legato a funzioni classificatorie e tassonomiche, viene qui riattivato come archivio aperto e narrativo, in cui la rappresentazione non mira alla restituzione oggettiva della forma, ma alla registrazione di una presenza attraverso l’impronta. Il progetto “CyanoHerbs” sperimenta la tecnica della cianotipia come pratica di contatto tra corpo vegetale, supporto e luce, producendo immagini-traccia che testimoniano un processo più che un risultato formale. La scelta di un procedimento fotografico analogico enfatizza una conoscenza per corrispondenza, fondata sull’esperienza materiale e temporale del fare, in dialogo con la tradizione storica dell’erbario e con le prime applicazioni fotografiche ottocentesche. Le cianotipie realizzate a partire dalle piante officinali dell’Orto Botanico di Napoli vengono successivamente digitalizzate e integrate in un ricettario illustrato, concepito come oggetto editoriale tattile e immersivo. Il progetto dimostra come pratiche apparentemente obsolete possano attivare nuove modalità di visualizzazione del paesaggio, fondate sulla traccia, sulla memoria e sull’immaginazione, contribuendo a una riflessione critica sul rapporto tra disegno, archivio e natura nel contesto contemporaneo.
2026
9788899586737
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