Nel corso delle ricerche archeologiche condotte nel castello di Casertavecchia, fortilizio ubicato sulla quinta altura della catena tifatina che da nord-est si affaccia sulla piana di Terra di Lavoro (Caserta), sono emersi alcuni frammenti di ceramica graffita. Dall’analisi delle forme vascolari, emerge un quadro indicativo sul vasellame finora attestato: si tratta esclusivamente di forme aperte di medie e grandi dimensioni utilizzate come stoviglie da tavola, contraddistinte da un rivestimento interno costituito perlopiù da una decorazione policroma in verde, azzurro e giallo, sul quale si attestano motivi a sgraffio di carattere astratto-geometrico, e da una pellicola piombifera incolore. Benché questi recipienti graffiti siano poco rilevanti dal punto di vista quantitativo rispetto ai reperti ceramici pertinenti ad altre classi è possibile ricavare dati significativi sulla circolazione di questi manufatti. Sulla base delle cromie utilizzate (azzurro, verde e giallo) e per i motivi graffiti realizzati, questa classe ceramica risulta attestata a partire dal XV secolo non solo in alcuni insediamenti della Campania interna, ma anche in area molisana, abruzzese, pugliese, lucana e calabrese.
CERAMICA GRAFFITA DAL CASTELLO DI CASERTAVECCHIA: APPUNTI PRELIMINARI
V. Ianniello
2024
Abstract
Nel corso delle ricerche archeologiche condotte nel castello di Casertavecchia, fortilizio ubicato sulla quinta altura della catena tifatina che da nord-est si affaccia sulla piana di Terra di Lavoro (Caserta), sono emersi alcuni frammenti di ceramica graffita. Dall’analisi delle forme vascolari, emerge un quadro indicativo sul vasellame finora attestato: si tratta esclusivamente di forme aperte di medie e grandi dimensioni utilizzate come stoviglie da tavola, contraddistinte da un rivestimento interno costituito perlopiù da una decorazione policroma in verde, azzurro e giallo, sul quale si attestano motivi a sgraffio di carattere astratto-geometrico, e da una pellicola piombifera incolore. Benché questi recipienti graffiti siano poco rilevanti dal punto di vista quantitativo rispetto ai reperti ceramici pertinenti ad altre classi è possibile ricavare dati significativi sulla circolazione di questi manufatti. Sulla base delle cromie utilizzate (azzurro, verde e giallo) e per i motivi graffiti realizzati, questa classe ceramica risulta attestata a partire dal XV secolo non solo in alcuni insediamenti della Campania interna, ma anche in area molisana, abruzzese, pugliese, lucana e calabrese.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


