Negli scritti raccolti in questo volume il cinema aiuta a mettere a fuoco alcuni fenomeni che caratterizzano e perturbano il mondo contemporaneo. Si parte dalla condizione della donna in Iran, discriminata dal clero sciita che esercita il potere politico e religioso attraverso una interpretazione orientata dei testi sacri. La violenza di genere è tuttavia ben più profonda e diffusa anche in paesi in cui le donne sembrano godere dell’uguaglianza formale, visto che l’autodeterminazione sessuale femminile è pesantemente condizionata dagli squilibri di potere. Nello stesso modo i lavoratori dei film di Ken Loach soccombono al potere economico-sociale neoliberista e le metropoli americane si trasformano nelle città distopiche dei film di fantascienza. Inoltre, gli effetti pervasivi della mentalità coloniale modellano la disciplina della restituzione del patrimonio culturale e incidono sulla soluzione della questione palestinese, resa ancora più difficile dall’attività di lobbying del fondamentalismo evangelico e del sionismo cristiano sulla politica estera statunitense. Infine, lo strapotere dell’intelligenza artificiale generativa e la crisi dello stato di diritto rappresentano ulteriori campi di indagine sulle linee di frattura della società attuale da parte della settima arte. Talvolta le pellicole influenzano direttamente la cultura giuridica, favorendo, ad esempio, il riconoscimento sociale del whistleblower; in altre occasioni la sensibilità dell’artista si limita a permettere di identificare con maggiore chiarezza le radici profonde del problema e ad anticiparne possibili soluzioni. In questo modo, grazie alla messa a fuoco facilitata dai film, le soggettività marginalizzate possono ambire a una maggiore protezione da parte del diritto.

Dio, donne e potere. L'occhio del cinema sulle linee di frattura del mondo contemporaneo

Maria Chiara Vitucci
2026

Abstract

Negli scritti raccolti in questo volume il cinema aiuta a mettere a fuoco alcuni fenomeni che caratterizzano e perturbano il mondo contemporaneo. Si parte dalla condizione della donna in Iran, discriminata dal clero sciita che esercita il potere politico e religioso attraverso una interpretazione orientata dei testi sacri. La violenza di genere è tuttavia ben più profonda e diffusa anche in paesi in cui le donne sembrano godere dell’uguaglianza formale, visto che l’autodeterminazione sessuale femminile è pesantemente condizionata dagli squilibri di potere. Nello stesso modo i lavoratori dei film di Ken Loach soccombono al potere economico-sociale neoliberista e le metropoli americane si trasformano nelle città distopiche dei film di fantascienza. Inoltre, gli effetti pervasivi della mentalità coloniale modellano la disciplina della restituzione del patrimonio culturale e incidono sulla soluzione della questione palestinese, resa ancora più difficile dall’attività di lobbying del fondamentalismo evangelico e del sionismo cristiano sulla politica estera statunitense. Infine, lo strapotere dell’intelligenza artificiale generativa e la crisi dello stato di diritto rappresentano ulteriori campi di indagine sulle linee di frattura della società attuale da parte della settima arte. Talvolta le pellicole influenzano direttamente la cultura giuridica, favorendo, ad esempio, il riconoscimento sociale del whistleblower; in altre occasioni la sensibilità dell’artista si limita a permettere di identificare con maggiore chiarezza le radici profonde del problema e ad anticiparne possibili soluzioni. In questo modo, grazie alla messa a fuoco facilitata dai film, le soggettività marginalizzate possono ambire a una maggiore protezione da parte del diritto.
2026
979-12-235-0617-2
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