Il volume parte dalle linee generali del tema feudalesimo-feudalità, trattate da Aurelio Musi, Pietro Dalena, Giuseppe Caridi; sono state affrontati gli aspetti giuridici della feudalità nella disamina dell’opera più importante di Pellicano Castagna, “La Storia dei feudi e dei titoli nobiliari della Calabria”, ad opera di U. Ferrari, curatore dei volumi postumi (III-IV-V-VI); quindi gli specifici aspetti e vicende del mondo feudale calabrese e del Regno di Napoli: dal basso medioevo con le vicende feudali di una tra le più grandi casate napolitane, i Caracciolo Rossi, che dominarono questo tratto di Calabria tra XIV e XV sec. (Vincenzo Naymo); ai rapporti, spesso conflittuali, tra cittadini e feudatari nel periodo del viceregno austriaco (1707-1734) (Vincenzo Cataldo); al settecento del pieno dominio dell’Illuminismo, con i giudizi ideologici di Giuseppe Maria Galanti (Mirella Mafrici); ai riflessi della feudalità nel Regno delle Due Sicilie, quindi dopo l’eversione, nella sorte di ex feudatari riconvertiti nella diplomazia regnicola (Marco Cicciò). Inoltre Alessio Bruno Bedini ha affrontato i processi di ammissione al Sovrano Militare Ordine di Malta, tratti dalle carte dell’Archivio Magistrale; Mario Panarello ha affrontato un aspetto artistico dell’araldica, stabilendo un rapporto diretto o mediato tra artisti Toscani e Calabria tra ‘500 e ‘600. Segue una serie di saggi sugli aspetti artistici, materiali ed architettonici dei secoli del feudalesimo calabrese: la fortezza feudale de Le Castella recentemente resa fruibile nella sua interezza (Pasquale Lopetrone); l’analisi storico-architettonica del palazzo Barletta di Caraffa del Bianco (Vincenzo de Nittis); la committenza feudale del celeberrimo S. Ladislao di Simone Martini conservato nel Museo di Altomonte (Roberto Fuda); gli stemmi dell’imperatore Carlo V presenti in Calabria (Maurizio Carlo Alberto Gorra).
Sistema Feudale e Civiltà Mediterranea. Atti del convegno in memoria di Mario Pellicano Castagna
Marilisa Morrone
2020
Abstract
Il volume parte dalle linee generali del tema feudalesimo-feudalità, trattate da Aurelio Musi, Pietro Dalena, Giuseppe Caridi; sono state affrontati gli aspetti giuridici della feudalità nella disamina dell’opera più importante di Pellicano Castagna, “La Storia dei feudi e dei titoli nobiliari della Calabria”, ad opera di U. Ferrari, curatore dei volumi postumi (III-IV-V-VI); quindi gli specifici aspetti e vicende del mondo feudale calabrese e del Regno di Napoli: dal basso medioevo con le vicende feudali di una tra le più grandi casate napolitane, i Caracciolo Rossi, che dominarono questo tratto di Calabria tra XIV e XV sec. (Vincenzo Naymo); ai rapporti, spesso conflittuali, tra cittadini e feudatari nel periodo del viceregno austriaco (1707-1734) (Vincenzo Cataldo); al settecento del pieno dominio dell’Illuminismo, con i giudizi ideologici di Giuseppe Maria Galanti (Mirella Mafrici); ai riflessi della feudalità nel Regno delle Due Sicilie, quindi dopo l’eversione, nella sorte di ex feudatari riconvertiti nella diplomazia regnicola (Marco Cicciò). Inoltre Alessio Bruno Bedini ha affrontato i processi di ammissione al Sovrano Militare Ordine di Malta, tratti dalle carte dell’Archivio Magistrale; Mario Panarello ha affrontato un aspetto artistico dell’araldica, stabilendo un rapporto diretto o mediato tra artisti Toscani e Calabria tra ‘500 e ‘600. Segue una serie di saggi sugli aspetti artistici, materiali ed architettonici dei secoli del feudalesimo calabrese: la fortezza feudale de Le Castella recentemente resa fruibile nella sua interezza (Pasquale Lopetrone); l’analisi storico-architettonica del palazzo Barletta di Caraffa del Bianco (Vincenzo de Nittis); la committenza feudale del celeberrimo S. Ladislao di Simone Martini conservato nel Museo di Altomonte (Roberto Fuda); gli stemmi dell’imperatore Carlo V presenti in Calabria (Maurizio Carlo Alberto Gorra).I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


