Con questo articolo si intende dare conto del vasto panorama della musica femminista italiana negli anni Settanta, un periodo segnato da una forte mobilitazione delle donne contro l’oppressione patriarcale. Nei primi collettivi femministi, l’arte divenne essenziale per esprimere le loro rivendicazioni. Le canzoni femministe, nate da processi creativi collettivi, affrontavano temi chiave come lavoro, famiglia, aborto e sessualità, fungendo da “antipropaganda” alla propaganda borghese. Che fossero un riadattamento di forme musicali popolari o inediti, costituivano un mezzo per creare una forte dimensione comunitaria e performativa. Dopo aver individuato album, canzonieri e ciclostilati prodotti dalle militanti, si procederà con un’analisi tematica dei brani più diffusi del decennio, per dimostrare la loro potenza come veicolo di protesta collettiva e narrazione autentica delle esperienze femminili. This article aims to give an account of the vast panorama of Italian feminist music in the 1970s, a period marked by a strong mobilisation of women against patriarchal oppression. In the first feminist collectives, art became essential to express their claims. Feminist songs, born out of collective creative processes, addressed key issues such as work, family, abortion, and sexuality, acting as “antipropaganda” to bourgeois propaganda. Whether they were a re-adaptation of popular musical forms or unpublished, they were a means of creating a strong community and performative dimension. After identifying albums, songbooks, and cyclostyles produced by militants, we will proceed with a thematic analysis of the most popular songs of the decade, to demonstrate their power as a vehicle for collective protest and authentic narration of women’s experiences

«Siamo stufe di fare bambini!». Donne e canto nei movimenti femministi italiani degli anni Settanta

Gaia Santini
2025

Abstract

Con questo articolo si intende dare conto del vasto panorama della musica femminista italiana negli anni Settanta, un periodo segnato da una forte mobilitazione delle donne contro l’oppressione patriarcale. Nei primi collettivi femministi, l’arte divenne essenziale per esprimere le loro rivendicazioni. Le canzoni femministe, nate da processi creativi collettivi, affrontavano temi chiave come lavoro, famiglia, aborto e sessualità, fungendo da “antipropaganda” alla propaganda borghese. Che fossero un riadattamento di forme musicali popolari o inediti, costituivano un mezzo per creare una forte dimensione comunitaria e performativa. Dopo aver individuato album, canzonieri e ciclostilati prodotti dalle militanti, si procederà con un’analisi tematica dei brani più diffusi del decennio, per dimostrare la loro potenza come veicolo di protesta collettiva e narrazione autentica delle esperienze femminili. This article aims to give an account of the vast panorama of Italian feminist music in the 1970s, a period marked by a strong mobilisation of women against patriarchal oppression. In the first feminist collectives, art became essential to express their claims. Feminist songs, born out of collective creative processes, addressed key issues such as work, family, abortion, and sexuality, acting as “antipropaganda” to bourgeois propaganda. Whether they were a re-adaptation of popular musical forms or unpublished, they were a means of creating a strong community and performative dimension. After identifying albums, songbooks, and cyclostyles produced by militants, we will proceed with a thematic analysis of the most popular songs of the decade, to demonstrate their power as a vehicle for collective protest and authentic narration of women’s experiences
2025
979-12-80200-14-3
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