Il sistema produttivo italiano, noto globalmente come “Made in Italy”, ha storicamente fondato la propria eccellenza su un modello collaborativo tra progettisti e piccole e medie imprese (PMI). In Italia in particolare, il processo di design si configura da sempre come un dialogo continuo tra progettazione e produzione, facilitato dalla dimensione contenuta delle imprese e dalla struttura flessibile delle filiere, che incentivava sperimentazione e innovazione. Tale modello è supportato da una comunicazione culturale del design mirata, sostenuta da media specializzati e rivolta al tessuto imprenditoriale. Con l’avvento di logiche guidate dal marketing e dalla competizione internazionale, il sistema ha progressivamente adottato strategie orientate alla riduzione dei costi, a discapito della qualità e della relazione tra progettisti e imprese (Bassi, 2017). Le PMI, pur rappresentando un’asse portante del tessuto produttivo, devono affrontare limiti strutturali nell’accesso a risorse per la ricerca e l’innovazione (Brancati, 2022), con un impatto negativo sulla qualità del prodotto e sulla capacità comunicativa del design. Per affrontare questa criticità, si impone la necessità di ripensare il sistema produttivo in chiave collaborativa, promuovendo modelli reticolari capaci di integrare conoscenze, competenze e tecnologie. In tale prospettiva, i Cluster promossi dall’Unione Europea si configurano come “ecosistemi regionali che favoriscono l’interdipendenza intersettoriale” (Delgado et al., 2014), rilanciati anche in Italia tra il 2012 e il 2016 (Avviso per lo sviluppo e potenziamento di Nuovi 4 Cluster tecnologici nazionali, 2016). Altre configurazioni reticolari, basate su approcci non gerarchici, promuovono la responsabilità condivisa e l’intelligenza distribuita come chiavi per la sostenibilità e l’innovazione (Giaccardi & Magatti, 2022; Hamel & Zanini, 2021). Questa ricerca mette in luce la necessità di ripensare nella condizione contemporanea il sistema produttivo italiano come un processo collettivo e interdipendente, in cui il design assuma un ruolo strategico nella facilitazione della collaborazione e nella riconfigurazione dei sistemi produttivi. In questo contesto, le reti di cooperazione tra attori eterogenei – tra cui imprese, enti di ricerca e istituzioni – non rappresentano semplici strumenti di trasferimento tecnologico, ma veri e propri spazi per la generazione di capitale intellettuale condiviso. A tal fine, diventa centrale una ridefinizione del concetto di valore: non più limitato alla dimensione economica, ma ampliato a quella sociale, relazionale e ambientale. La sfida consiste nel costruire un’economia collaborativa capace di integrare saperi e responsabilità, orientata verso una sostenibilità integrale e un’idea di bene comune.

The Italian production system, globally recognized as “Made in Italy”, has historically grounded its excellence in a collaborative model between designers and small and medium-sized enterprises (SMEs). In particular, the Italian design process has long been characterized by a continuous dialogue between design and production, facilitated by the small scale of enterprises and the flexible structure of supply chains, which fostered experimentation and innovation. This model was further sustained by a targeted cultural communication of design, supported by specialized media and directed towards the entrepreneurial fabric. With the rise of marketing-driven logics and increasing international competition, however, the system progressively adopted cost-reduction strategies, often at the expense of product quality and of the relationship between designers and firms (Bassi, 2017). SMEs, while constituting a fundamental component of the production landscape, face structural limitations in accessing resources for research and innovation (Brancati, 2022), resulting in a decline in product quality and in the communicative effectiveness of design. To address this critical condition, it is necessary to reconceptualize the production system through a collaborative lens, promoting network-based models able to integrate knowledge, skills, and technologies. Within this framework, the Clusters promoted by the European Union are defined as “regional ecosystems that foster cross-sectoral interdependencies” (Delgado et al., 2014), and were also relaunched in Italy between 2012 and 2016 (Avviso per lo sviluppo e potenziamento di Nuovi 4 Cluster tecnologici nazionali, 2016). Other networked configurations, based on non-hierarchical approaches, emphasize shared responsibility and distributed intelligence as keys to sustainability and innovation (Giaccardi & Magatti, 2022; Hamel & Zanini, 2021). This research highlights the necessity of rethinking, in the contemporary condition, the Italian production system as a collective and interdependent process, in which design assumes a strategic role in facilitating collaboration and in reconfiguring production systems. In this context, cooperative networks among heterogeneous actors – including enterprises, research institutions, and public organizations – are not merely instruments for technological transfer, but true spaces for the generation of shared intellectual capital. Accordingly, a redefinition of the very notion of value becomes crucial: no longer restricted to the economic dimension, but expanded to include social, relational, and environmental dimensions. The challenge lies in building a collaborative economy capable of integrating knowledge and responsibility, oriented toward comprehensive sustainability and the pursuit of the common good.

Reti collaborative di ricerca e impresa per il design in Italia.

Lucilla Grossi
;
2025

Abstract

Il sistema produttivo italiano, noto globalmente come “Made in Italy”, ha storicamente fondato la propria eccellenza su un modello collaborativo tra progettisti e piccole e medie imprese (PMI). In Italia in particolare, il processo di design si configura da sempre come un dialogo continuo tra progettazione e produzione, facilitato dalla dimensione contenuta delle imprese e dalla struttura flessibile delle filiere, che incentivava sperimentazione e innovazione. Tale modello è supportato da una comunicazione culturale del design mirata, sostenuta da media specializzati e rivolta al tessuto imprenditoriale. Con l’avvento di logiche guidate dal marketing e dalla competizione internazionale, il sistema ha progressivamente adottato strategie orientate alla riduzione dei costi, a discapito della qualità e della relazione tra progettisti e imprese (Bassi, 2017). Le PMI, pur rappresentando un’asse portante del tessuto produttivo, devono affrontare limiti strutturali nell’accesso a risorse per la ricerca e l’innovazione (Brancati, 2022), con un impatto negativo sulla qualità del prodotto e sulla capacità comunicativa del design. Per affrontare questa criticità, si impone la necessità di ripensare il sistema produttivo in chiave collaborativa, promuovendo modelli reticolari capaci di integrare conoscenze, competenze e tecnologie. In tale prospettiva, i Cluster promossi dall’Unione Europea si configurano come “ecosistemi regionali che favoriscono l’interdipendenza intersettoriale” (Delgado et al., 2014), rilanciati anche in Italia tra il 2012 e il 2016 (Avviso per lo sviluppo e potenziamento di Nuovi 4 Cluster tecnologici nazionali, 2016). Altre configurazioni reticolari, basate su approcci non gerarchici, promuovono la responsabilità condivisa e l’intelligenza distribuita come chiavi per la sostenibilità e l’innovazione (Giaccardi & Magatti, 2022; Hamel & Zanini, 2021). Questa ricerca mette in luce la necessità di ripensare nella condizione contemporanea il sistema produttivo italiano come un processo collettivo e interdipendente, in cui il design assuma un ruolo strategico nella facilitazione della collaborazione e nella riconfigurazione dei sistemi produttivi. In questo contesto, le reti di cooperazione tra attori eterogenei – tra cui imprese, enti di ricerca e istituzioni – non rappresentano semplici strumenti di trasferimento tecnologico, ma veri e propri spazi per la generazione di capitale intellettuale condiviso. A tal fine, diventa centrale una ridefinizione del concetto di valore: non più limitato alla dimensione economica, ma ampliato a quella sociale, relazionale e ambientale. La sfida consiste nel costruire un’economia collaborativa capace di integrare saperi e responsabilità, orientata verso una sostenibilità integrale e un’idea di bene comune.
2025
978-88-6887-385-1
The Italian production system, globally recognized as “Made in Italy”, has historically grounded its excellence in a collaborative model between designers and small and medium-sized enterprises (SMEs). In particular, the Italian design process has long been characterized by a continuous dialogue between design and production, facilitated by the small scale of enterprises and the flexible structure of supply chains, which fostered experimentation and innovation. This model was further sustained by a targeted cultural communication of design, supported by specialized media and directed towards the entrepreneurial fabric. With the rise of marketing-driven logics and increasing international competition, however, the system progressively adopted cost-reduction strategies, often at the expense of product quality and of the relationship between designers and firms (Bassi, 2017). SMEs, while constituting a fundamental component of the production landscape, face structural limitations in accessing resources for research and innovation (Brancati, 2022), resulting in a decline in product quality and in the communicative effectiveness of design. To address this critical condition, it is necessary to reconceptualize the production system through a collaborative lens, promoting network-based models able to integrate knowledge, skills, and technologies. Within this framework, the Clusters promoted by the European Union are defined as “regional ecosystems that foster cross-sectoral interdependencies” (Delgado et al., 2014), and were also relaunched in Italy between 2012 and 2016 (Avviso per lo sviluppo e potenziamento di Nuovi 4 Cluster tecnologici nazionali, 2016). Other networked configurations, based on non-hierarchical approaches, emphasize shared responsibility and distributed intelligence as keys to sustainability and innovation (Giaccardi & Magatti, 2022; Hamel & Zanini, 2021). This research highlights the necessity of rethinking, in the contemporary condition, the Italian production system as a collective and interdependent process, in which design assumes a strategic role in facilitating collaboration and in reconfiguring production systems. In this context, cooperative networks among heterogeneous actors – including enterprises, research institutions, and public organizations – are not merely instruments for technological transfer, but true spaces for the generation of shared intellectual capital. Accordingly, a redefinition of the very notion of value becomes crucial: no longer restricted to the economic dimension, but expanded to include social, relational, and environmental dimensions. The challenge lies in building a collaborative economy capable of integrating knowledge and responsibility, oriented toward comprehensive sustainability and the pursuit of the common good.
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