Il paper intende investigare intorno a un’idea di narrazione della città intesa come ‘testo complesso’ che può essere rappresentato attraverso ‘visioni urbane’ declinate in una prospettiva semiotica e cioè nella dimensione sensibile e percettiva della costruzione di senso. La città non è solo un oggetto fisico, ma una realtà che si costruisce attraverso l’interazione tra i segni che la compongono e i suoi abitanti, che ne sono al tempo stesso fruitori e creatori. In questo processo, la città si configura come un sofisticato ‘dispositivo’ dincostruzione dell’identità collettiva, un luogo in cui valori comuni si confrontano ensi traducono in forme di relazione. L’interpretazione della città, in questonorizzonte, si connota comenracconto, ma soprattutto come atto di attribuzione di significato e, dunque, come ‘visione collettiva’. Si tratta, dunque, di ragionare soprattutto sulla qualità della sua ‘immagine mentale’ e di porsi, in qualità di progettisti, l’obiettivo di preservare e valorizzare le sue caratteristiche immateriali più vitali. Processo, questo, che richiede una partecipazione attiva della comunità, nel comprendere e apprezzare la città come un prodotto al tempo stesso simbolico e poetico. In questo senso il suggestivo riferimento all’èkphrasis intesa come ‘discorso retorico che con forza espressiva evoca immagini interiori capaci di suscitare e rendere presente un assente’ appare quanto mai opportuna. È a questo ‘discorso retorico’ che ci si vuol riferire, nel raccontare la messa in scena di immagini e di immaginari capaci di rappresentare, nel contesto ampio della cultura visuale contemporanea, il rapporto dialogico che si instaura tra a città e la comunità dei suoi fruitori.
City Telling. Looks, Images, Devices: Narratives of Communities and Plural Cities
Alessandra Cirafici
2025
Abstract
Il paper intende investigare intorno a un’idea di narrazione della città intesa come ‘testo complesso’ che può essere rappresentato attraverso ‘visioni urbane’ declinate in una prospettiva semiotica e cioè nella dimensione sensibile e percettiva della costruzione di senso. La città non è solo un oggetto fisico, ma una realtà che si costruisce attraverso l’interazione tra i segni che la compongono e i suoi abitanti, che ne sono al tempo stesso fruitori e creatori. In questo processo, la città si configura come un sofisticato ‘dispositivo’ dincostruzione dell’identità collettiva, un luogo in cui valori comuni si confrontano ensi traducono in forme di relazione. L’interpretazione della città, in questonorizzonte, si connota comenracconto, ma soprattutto come atto di attribuzione di significato e, dunque, come ‘visione collettiva’. Si tratta, dunque, di ragionare soprattutto sulla qualità della sua ‘immagine mentale’ e di porsi, in qualità di progettisti, l’obiettivo di preservare e valorizzare le sue caratteristiche immateriali più vitali. Processo, questo, che richiede una partecipazione attiva della comunità, nel comprendere e apprezzare la città come un prodotto al tempo stesso simbolico e poetico. In questo senso il suggestivo riferimento all’èkphrasis intesa come ‘discorso retorico che con forza espressiva evoca immagini interiori capaci di suscitare e rendere presente un assente’ appare quanto mai opportuna. È a questo ‘discorso retorico’ che ci si vuol riferire, nel raccontare la messa in scena di immagini e di immaginari capaci di rappresentare, nel contesto ampio della cultura visuale contemporanea, il rapporto dialogico che si instaura tra a città e la comunità dei suoi fruitori.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


