Nel 1965 l’artista Joseph Kosuth, nell’opera One and three chairs, affianca una sedia alla sua fotografia e ad alla definizione testuale della parola “sedia” presente nel dizionario, stimolando la riflessione sulle differenze tra un oggetto e le sue rappresentazioni e sul modo in cui la conoscenza e la comprensione degli oggetti sono mediate attraverso il linguaggio e le immagini. Nell’opera, la sedia fisica e la sua fotografia cambiano a seconda del luogo di installazione, mentre la descrizione resta invariata, a sottolineare come la definizione testuale fornisca una descrizione astratta e universale di ciò che è una sedia, mentre l’oggetto fisico e la fotografia si prestano ad un’analisi formale, poichè specifici e contingenti. Quest’opera offre alcuni spunti di riflessione sull’utilizzo dei riferimenti progettuali per allineare le intelligenze nel rapporto human-ai. Oggi, che progettare con i software gen AI txt2img significa utilizzare il testo come strumento progettuale e selezionare tra la moltitudine di immagini generate ciò che è più in linea con il tema del progetto che verrà poi realizzato, le fonti – ovvero i testi input che servono per la generazione delle immagini – sembrano non bastare. Il testo richiede un alto grado di astrazione (Yang et al., 2021) che rende difficile un controllo adeguato sulle generazioni per un settore come il design abituato a lavorare per immagini (Mednick, 1962; Cardoso et al., 2012), per il quale la consultazione di archivi digitali, immagini, testi, materiali e numeri permette di realizzare artefatti specifici per situazioni specifiche. Parallelamente, le risorse implicate in questo processo includono anche i software di AI, le capacità di elaborazione necessarie, le modalità di comprensione reciproca su riferimenti non testuali e soprattutto l’expertise umana nel guidare e interpretare gli output dell’AI. Questa sinergia tra fonti e risorse sia tecnologiche che umane facilita un nuovo livello di creatività nella progettazione, ma pone anche questioni sull’interazione e il rapporto tra l’intelligenza umana e quella artificiale e sulle trasformazioni in atto delle metodologie e le tecniche con cui si forma la moda.

Designer-AI Alignment. Workshop sulla trasmissione dei riferimenti progettuali all’AI per la generazione consapevole di concept

Filippo Maria Disperati
Membro del Collaboration Group
;
Andrea Quartu
Membro del Collaboration Group
;
2025

Abstract

Nel 1965 l’artista Joseph Kosuth, nell’opera One and three chairs, affianca una sedia alla sua fotografia e ad alla definizione testuale della parola “sedia” presente nel dizionario, stimolando la riflessione sulle differenze tra un oggetto e le sue rappresentazioni e sul modo in cui la conoscenza e la comprensione degli oggetti sono mediate attraverso il linguaggio e le immagini. Nell’opera, la sedia fisica e la sua fotografia cambiano a seconda del luogo di installazione, mentre la descrizione resta invariata, a sottolineare come la definizione testuale fornisca una descrizione astratta e universale di ciò che è una sedia, mentre l’oggetto fisico e la fotografia si prestano ad un’analisi formale, poichè specifici e contingenti. Quest’opera offre alcuni spunti di riflessione sull’utilizzo dei riferimenti progettuali per allineare le intelligenze nel rapporto human-ai. Oggi, che progettare con i software gen AI txt2img significa utilizzare il testo come strumento progettuale e selezionare tra la moltitudine di immagini generate ciò che è più in linea con il tema del progetto che verrà poi realizzato, le fonti – ovvero i testi input che servono per la generazione delle immagini – sembrano non bastare. Il testo richiede un alto grado di astrazione (Yang et al., 2021) che rende difficile un controllo adeguato sulle generazioni per un settore come il design abituato a lavorare per immagini (Mednick, 1962; Cardoso et al., 2012), per il quale la consultazione di archivi digitali, immagini, testi, materiali e numeri permette di realizzare artefatti specifici per situazioni specifiche. Parallelamente, le risorse implicate in questo processo includono anche i software di AI, le capacità di elaborazione necessarie, le modalità di comprensione reciproca su riferimenti non testuali e soprattutto l’expertise umana nel guidare e interpretare gli output dell’AI. Questa sinergia tra fonti e risorse sia tecnologiche che umane facilita un nuovo livello di creatività nella progettazione, ma pone anche questioni sull’interazione e il rapporto tra l’intelligenza umana e quella artificiale e sulle trasformazioni in atto delle metodologie e le tecniche con cui si forma la moda.
2025
9788894338034
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11591/574549
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