La costruzione del tiburio del Duomo di Milano rappresenta uno degli episodi più affascinanti e complessi della storia dell’architettura italiana del Quattrocento. Si tratta di un caso esemplare, per la specificità e l’eccezionalità della Fabbrica del Duomo e per il coinvolgimento di alcuni dei più autorevoli protagonisti dell’epoca – Bramante, Francesco di Giorgio Martini, Luca Fancelli e Leonardo da Vinci – invitati da Giangaleazzo e Ludovico Maria Sforza a proporre un’innovativa soluzione strutturale, costruttiva e formale. La complessa vicenda è qui ripercorsa a partire dal riconoscimento dell’importanza dell’intervento del matematico piacentino Gabriele Stornaloco, ideatore nel 1391 di uno schema geometrico per stabilire le dimensioni dell’alzato, da ritenersi il “filo di Arianna” per la costruzione di tutto il Duomo. Approfondendo l’accesa discussione sull’adozione o meno di differenti tecniche costruttive vengono poi analizzati i numerosi progetti proposti per risolvere il problema del tiburio, che spinge gli Sforza e la Fabbrica ad avvalersi di prestigiose consulenze, coinvolgendo anche Leonardo da Vinci, autore di un perduto modello ligneo.

Ad Triangulum. Il duomo di Milano e il suo tiburio. Da Stornaloco a Bramante, Leonardo e Giovanni Antonio Amadeo

Ceriani Sebregondi, Giulia;
2019

Abstract

La costruzione del tiburio del Duomo di Milano rappresenta uno degli episodi più affascinanti e complessi della storia dell’architettura italiana del Quattrocento. Si tratta di un caso esemplare, per la specificità e l’eccezionalità della Fabbrica del Duomo e per il coinvolgimento di alcuni dei più autorevoli protagonisti dell’epoca – Bramante, Francesco di Giorgio Martini, Luca Fancelli e Leonardo da Vinci – invitati da Giangaleazzo e Ludovico Maria Sforza a proporre un’innovativa soluzione strutturale, costruttiva e formale. La complessa vicenda è qui ripercorsa a partire dal riconoscimento dell’importanza dell’intervento del matematico piacentino Gabriele Stornaloco, ideatore nel 1391 di uno schema geometrico per stabilire le dimensioni dell’alzato, da ritenersi il “filo di Arianna” per la costruzione di tutto il Duomo. Approfondendo l’accesa discussione sull’adozione o meno di differenti tecniche costruttive vengono poi analizzati i numerosi progetti proposti per risolvere il problema del tiburio, che spinge gli Sforza e la Fabbrica ad avvalersi di prestigiose consulenze, coinvolgendo anche Leonardo da Vinci, autore di un perduto modello ligneo.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11591/466575
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