Il carteggio tra Georg Friedrich Creuzer (1771-1858) e Gottfried Hermann (1772-1848) fu definito da Arnaldo Momigliano "libretto meraviglioso per dottrina, chiarezza e nobiltà": in esso si confrontano due maniere antitetiche di intendere lo studio della mitologia e dell'antichità greca. Mentre per Hermann, principe ancor oggi indiscusso della critica testuale, la mitologia greca va studiata solo nel suo contesto greco, per Creuzer essa va comparata con tutte le altre mitologie, specialmente con quella indiana ed egiziana. Dalla comparazione scaturisce, secondo Creuzer, che segue le teorie neoplatoniche, un monoteismo originario di tutte le mitologie e religioni del mondo antico. Per Hermann, che separa e distingue concetti e fenomeni, oggetto di studio sono unicamente i testi letterari greci, ed il compito del filologo è dare una spiegazione etimologica dei nomi divini; Creuzer, al contrario, intende ricostruire lo 'spirito' dei Greci e quel che ne sopravvive nelle credenze e nella religiosità dei moderni. Hermann è uno degli ultimi esponenti della filologia illuministica, influenzata da Kant e rivolta alla ricerca di principi razionali di spiegazione; nell'opera di Creuzer, la criticatissima Simbolica e mitologia dei popoli antichi (1812, 18192, 18363), si introduceva invece il romanticismo nella storia degli studi classici, e si faceva appello all''intuizione' ed al 'sentimento' per la comprensione delle civiltà antiche. In queste lettere, e nelle testimonianze precedenti e successive qui tradotte in italiano, si affrontano indirettamente, dunque, temi cruciali che non hanno perso la loro attualità: come si deve affrontare lo studio degli antichi, quale sia il compito scientifico della filologia 'classica' ed in cosa consista la sua più generale utilità.

Briefe ueber die Mythologie; Ueber das Wesen und die Behandlung der Mythologie; «Göttingische Anzeigen von gelehrten Sachen», 12 Agosto 1779, 777-784; G. F. Creuzer, Symbolik und Mythologie, IV , § 40; J.W. Goethe, Geistesepochen

FORNARO, Maria
2009

Abstract

Il carteggio tra Georg Friedrich Creuzer (1771-1858) e Gottfried Hermann (1772-1848) fu definito da Arnaldo Momigliano "libretto meraviglioso per dottrina, chiarezza e nobiltà": in esso si confrontano due maniere antitetiche di intendere lo studio della mitologia e dell'antichità greca. Mentre per Hermann, principe ancor oggi indiscusso della critica testuale, la mitologia greca va studiata solo nel suo contesto greco, per Creuzer essa va comparata con tutte le altre mitologie, specialmente con quella indiana ed egiziana. Dalla comparazione scaturisce, secondo Creuzer, che segue le teorie neoplatoniche, un monoteismo originario di tutte le mitologie e religioni del mondo antico. Per Hermann, che separa e distingue concetti e fenomeni, oggetto di studio sono unicamente i testi letterari greci, ed il compito del filologo è dare una spiegazione etimologica dei nomi divini; Creuzer, al contrario, intende ricostruire lo 'spirito' dei Greci e quel che ne sopravvive nelle credenze e nella religiosità dei moderni. Hermann è uno degli ultimi esponenti della filologia illuministica, influenzata da Kant e rivolta alla ricerca di principi razionali di spiegazione; nell'opera di Creuzer, la criticatissima Simbolica e mitologia dei popoli antichi (1812, 18192, 18363), si introduceva invece il romanticismo nella storia degli studi classici, e si faceva appello all''intuizione' ed al 'sentimento' per la comprensione delle civiltà antiche. In queste lettere, e nelle testimonianze precedenti e successive qui tradotte in italiano, si affrontano indirettamente, dunque, temi cruciali che non hanno perso la loro attualità: come si deve affrontare lo studio degli antichi, quale sia il compito scientifico della filologia 'classica' ed in cosa consista la sua più generale utilità.
2009
9788846722850
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