Capri è stata segnata da vicende storiche che le hanno consentito di acquisire una propria individualità entro il rispettivo contesto regionale. A partire dagli anni 50 il fenomeno turistico ha stimolato una profonda innovazione della vita economica, dei costumi e del territorio, e le ha consentito di diventare protagonista di trasformazioni (il turismo in senso lato alberghiero, di seconde case, subacqueo, s'è sovrapposto ad antiche attività agricole, assorbendone gli addetti e gli spazi) che, pur se valutabili positivamente in termini di accrescimento del benessere per la popolazione autoctona, lasciano spazio a non poche preoccupazioni quanto ad alterazioni ambientali e fragilità territoriale. A questi si aggiungano l’eccessivo abusivismo, non facilmente eliminabile perché l’isola è sottoposta a vincolo paesaggistico, e l'intensificazione dei collegamenti con la terraferma che hanno comportato incentivi alla domanda turistica, con conseguente pressione verso un consumo di suolo antropico stagionale talvolta rilevante. La gestione dei beni materiali ed immateriali e l’elaborazione di strategie di sviluppo non può, perciò, non partire dall’analisi del territorio inteso come sedimentazione di un sistema economico e sociale ben determinato. Obiettivo generale del contributo sarà dunque quello di ripercorrere i tentativi e le opzioni relative alla valorizzazione di questo micro sistema territoriale, in un’ottica di conservazione-fruizione che attui la valorizzazione del patrimonio storico, artistico, architettonico, la tutela del valore storico del paesaggio, lo sviluppo sostenibile del turismo.

Sostenibilità ambientale e sviluppo turistico nell’isola azzurra

PELLICANO, Astrid
2006

Abstract

Capri è stata segnata da vicende storiche che le hanno consentito di acquisire una propria individualità entro il rispettivo contesto regionale. A partire dagli anni 50 il fenomeno turistico ha stimolato una profonda innovazione della vita economica, dei costumi e del territorio, e le ha consentito di diventare protagonista di trasformazioni (il turismo in senso lato alberghiero, di seconde case, subacqueo, s'è sovrapposto ad antiche attività agricole, assorbendone gli addetti e gli spazi) che, pur se valutabili positivamente in termini di accrescimento del benessere per la popolazione autoctona, lasciano spazio a non poche preoccupazioni quanto ad alterazioni ambientali e fragilità territoriale. A questi si aggiungano l’eccessivo abusivismo, non facilmente eliminabile perché l’isola è sottoposta a vincolo paesaggistico, e l'intensificazione dei collegamenti con la terraferma che hanno comportato incentivi alla domanda turistica, con conseguente pressione verso un consumo di suolo antropico stagionale talvolta rilevante. La gestione dei beni materiali ed immateriali e l’elaborazione di strategie di sviluppo non può, perciò, non partire dall’analisi del territorio inteso come sedimentazione di un sistema economico e sociale ben determinato. Obiettivo generale del contributo sarà dunque quello di ripercorrere i tentativi e le opzioni relative alla valorizzazione di questo micro sistema territoriale, in un’ottica di conservazione-fruizione che attui la valorizzazione del patrimonio storico, artistico, architettonico, la tutela del valore storico del paesaggio, lo sviluppo sostenibile del turismo.
88-87822-28-X
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