La Tavola Rotonda “Nuove tecnologie versus nostalgia” richiama provocatoriamente l’attenzione sul rapporto esistente fra innovazione tecnologica ed etica, fra strumento e uso. Come è noto, è opinione comune e la storia lo attesta che il progresso tecnologico è inarrestabile. Ciò che invece può essere fermato e corretto, laddove necessario, è l’atteggiamento di pensiero legato all’uso del prodotto innovato. In tal senso, alle nuove tecnologie digitali della rappresentazione non si contrapporrebbe una nostalgica posizione tendente a un ‘ritorno’ analogico del disegno, quanto il richiamo dell’attenzione a una consapevolezza etica sull’uso critico dell’applicazione digitale. Il Disegno, quindi, indipendentemente dalla natura della punta scrivente (analogica o digitale) non è soltanto una forma di rappresentazione del progetto nel suo essere un evento compiuto, ma un medium di configurazione visiva attraverso cui nel mentre si attuano i processi di ideazione, elaborazione e visualizzazione. Da ciò consegue che il ruolo Disegno nella progettazione è la promozione di una forma mentis in grado di offrire una consapevolezza finalizzata al controllo della gestione culturale e metodologica di codici, metodi e tecniche della rappresentazione nell’ambito del progetto di architettura così come autorevolmente affermato da Giorgio Vasari in Le Vite dei più celebri pittori, scultori e architetti (1550), il quale interrogandosi su “Che cosa sia il disegno” conclude affermando che il “disegno altro non sia che una apparente espressione o dichiarazione del concetto che si ha nell’animo, e di quello che altri si è nella mente immaginato e fabbricato nell’idea”.

Disegno altro non è...

ZERLENGA, Ornella
2013

Abstract

La Tavola Rotonda “Nuove tecnologie versus nostalgia” richiama provocatoriamente l’attenzione sul rapporto esistente fra innovazione tecnologica ed etica, fra strumento e uso. Come è noto, è opinione comune e la storia lo attesta che il progresso tecnologico è inarrestabile. Ciò che invece può essere fermato e corretto, laddove necessario, è l’atteggiamento di pensiero legato all’uso del prodotto innovato. In tal senso, alle nuove tecnologie digitali della rappresentazione non si contrapporrebbe una nostalgica posizione tendente a un ‘ritorno’ analogico del disegno, quanto il richiamo dell’attenzione a una consapevolezza etica sull’uso critico dell’applicazione digitale. Il Disegno, quindi, indipendentemente dalla natura della punta scrivente (analogica o digitale) non è soltanto una forma di rappresentazione del progetto nel suo essere un evento compiuto, ma un medium di configurazione visiva attraverso cui nel mentre si attuano i processi di ideazione, elaborazione e visualizzazione. Da ciò consegue che il ruolo Disegno nella progettazione è la promozione di una forma mentis in grado di offrire una consapevolezza finalizzata al controllo della gestione culturale e metodologica di codici, metodi e tecniche della rappresentazione nell’ambito del progetto di architettura così come autorevolmente affermato da Giorgio Vasari in Le Vite dei più celebri pittori, scultori e architetti (1550), il quale interrogandosi su “Che cosa sia il disegno” conclude affermando che il “disegno altro non sia che una apparente espressione o dichiarazione del concetto che si ha nell’animo, e di quello che altri si è nella mente immaginato e fabbricato nell’idea”.
88-387-6192-2
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11591/175642
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