La materia catastale è certamente fra le più ostiche del diritto tributario, in quanto postula una rilevante serie di nozioni extralegali, commerciali, di estimo, di conoscenza del territorio ed economiche generali. Nella prima parte l’indagine espone in modo sintetico l’evoluzione normativa del catasto non tentando una rigorosa analisi dei sistemi impositivi passati, delle loro coerenze ed incoerenze, ma ponendo l’attenzione, invece, su quegli aspetti che appaiono maggiormente rilevanti in relazione al sistema attuale. Oggi la definizione di catasto ha assunto caratteristiche più precise e specifiche, intendendo per esso il complesso di documenti con cui si accertano, per scopi fiscali, civili ed eventualmente giuridici, alcune caratteristiche tecnico-economiche dei beni immobili di un territorio e se ne registrano tutte le mutazioni. Sulla base di tale definizione, il catasto presenta, quindi, tre finalità principali: fiscale, giuridica e civile. La ricerca prosegue, poi, ripercorrendo brevemente il percorso originario del decentramento catastale che comprende due elementi cardine: da una parte, la revisione del meccanismo di misurazione dell’imponibile immobiliare, dall’altra il trasferimento delle funzioni ai Comuni. Dall’analisi fatta è apparso evidente come il catasto è l’indispensabile strumento di inventariazione di tutti i beni immobili siti sul territorio nazionale nonché strumento per l’asseverazione della consistenza, della rendita e della proprietà dei beni stessi. La sua importanza è, quindi, strettamente connessa alla proprietà immobiliare, diritto da sempre tutelato dall’ordinamento italiano anche a livello Costituzionale. Ma soprattutto rappresenta la connessione più evidente tra cosa amministrata e cosa tassata. Attraverso il catasto è, infatti, possibile individuare i cespiti sulla base dei quali sono calcolate la maggior parte delle imposte statali e quella comunale per eccellenza, ovverosia l’imposta comunale sugli immobili (ICI). Anche da tale sua prerogativa, ma non solo da questa, deriva la forte rilevanza e la delicatezza che il trasferimento delle funzioni ad esso connesse assumerebbe nell’ambito di un processo federale. Nella parte conclusiva si sono analizzati i profili procedimentali e processuali del catasto analizzando criticamente lo status quo e i possibili e auspicabili interventi di revisione normativa.

Il catasto. Profili procedimentali e processuali

BUCCICO, Clelia
2008

Abstract

La materia catastale è certamente fra le più ostiche del diritto tributario, in quanto postula una rilevante serie di nozioni extralegali, commerciali, di estimo, di conoscenza del territorio ed economiche generali. Nella prima parte l’indagine espone in modo sintetico l’evoluzione normativa del catasto non tentando una rigorosa analisi dei sistemi impositivi passati, delle loro coerenze ed incoerenze, ma ponendo l’attenzione, invece, su quegli aspetti che appaiono maggiormente rilevanti in relazione al sistema attuale. Oggi la definizione di catasto ha assunto caratteristiche più precise e specifiche, intendendo per esso il complesso di documenti con cui si accertano, per scopi fiscali, civili ed eventualmente giuridici, alcune caratteristiche tecnico-economiche dei beni immobili di un territorio e se ne registrano tutte le mutazioni. Sulla base di tale definizione, il catasto presenta, quindi, tre finalità principali: fiscale, giuridica e civile. La ricerca prosegue, poi, ripercorrendo brevemente il percorso originario del decentramento catastale che comprende due elementi cardine: da una parte, la revisione del meccanismo di misurazione dell’imponibile immobiliare, dall’altra il trasferimento delle funzioni ai Comuni. Dall’analisi fatta è apparso evidente come il catasto è l’indispensabile strumento di inventariazione di tutti i beni immobili siti sul territorio nazionale nonché strumento per l’asseverazione della consistenza, della rendita e della proprietà dei beni stessi. La sua importanza è, quindi, strettamente connessa alla proprietà immobiliare, diritto da sempre tutelato dall’ordinamento italiano anche a livello Costituzionale. Ma soprattutto rappresenta la connessione più evidente tra cosa amministrata e cosa tassata. Attraverso il catasto è, infatti, possibile individuare i cespiti sulla base dei quali sono calcolate la maggior parte delle imposte statali e quella comunale per eccellenza, ovverosia l’imposta comunale sugli immobili (ICI). Anche da tale sua prerogativa, ma non solo da questa, deriva la forte rilevanza e la delicatezza che il trasferimento delle funzioni ad esso connesse assumerebbe nell’ambito di un processo federale. Nella parte conclusiva si sono analizzati i profili procedimentali e processuali del catasto analizzando criticamente lo status quo e i possibili e auspicabili interventi di revisione normativa.
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