Quali possono essere i freni sociali in grado di bloccare o contenere l’inclinazione “naturale” degli esseri umani a infrangere le regole, e ad intraprendere azioni devianti, talvolta anche di gravità criminale? E in cosa consiste quest’inclinazione? Quali sono le sue radici? Sono queste alcune delle domande alle quali il volume cerca di rispondere, un libro la cui struttura è semplice e che si articola in soli tre capitoli, il primo dei quali è incentrato sull’individuo che devia o che delinque, e sull’idea che le sue azioni siano unicamente il frutto delle sue decisioni, nel corso delle quali egli valuta, più o meno sommariamente, i benefici e gli inconvenienti che di volta in volta gli si presentano. Su questo piano del ragionamento, dunque, si asserisce semplicemente che i reati siano azioni intenzionali che le persone compiono per ricavarne vantaggi. Nel secondo capitolo, invece, si analizza la formazione della situazione criminogena; si evidenziano, in altri termini, le circostanze che incoraggiano questo o quell’atto deviante. L’idea di fondo è che il reato sia interazione, e che esso debba essere considerato, a questo nuovo livello dell’analisi, in stretto rapporto all’ambiente in cui ha luogo, e al cui interno vi possono essere le vittime stesse. Nel terzo capitolo, infine, si cerca di mettere in luce i collegamenti che possono esservi tra le opportunità criminogene e i deficit che caratterizzano la vita di taluni individui e/o gruppi di individui. Se, da una parte, una carenza di freni e legami sociali, di socializzazione, di controllo, di reddito e di razionalità, può dare luogo ad un sovrappiù di definizioni favorevoli alla violazione delle norme sociali e giuridiche, dall’altra, affinché un individuo delinqua è necessario che egli abbia delle opportunità per farlo, malgrado si trovi in una condizione di penuria e di rilevanti privazioni. L’idea di questo capitolo è che le opportunità hanno sempre un grande ruolo, così grande da indurre talvolta un soggetto a delinquere anche se non ne ha bisogno. Egli lo può fare, cioè, perché può trovarsi in una situazione particolarmente favorevole, di fronte a tentazioni troppi forti per riuscire a resistere, e lo può fare anche qualora l’incentivo alla sua azione non sia esclusivamente di natura monetaria.

La grammatica della devianza: situazioni, opportunità e scelte razionali

VOLPE, Angelo
2012

Abstract

Quali possono essere i freni sociali in grado di bloccare o contenere l’inclinazione “naturale” degli esseri umani a infrangere le regole, e ad intraprendere azioni devianti, talvolta anche di gravità criminale? E in cosa consiste quest’inclinazione? Quali sono le sue radici? Sono queste alcune delle domande alle quali il volume cerca di rispondere, un libro la cui struttura è semplice e che si articola in soli tre capitoli, il primo dei quali è incentrato sull’individuo che devia o che delinque, e sull’idea che le sue azioni siano unicamente il frutto delle sue decisioni, nel corso delle quali egli valuta, più o meno sommariamente, i benefici e gli inconvenienti che di volta in volta gli si presentano. Su questo piano del ragionamento, dunque, si asserisce semplicemente che i reati siano azioni intenzionali che le persone compiono per ricavarne vantaggi. Nel secondo capitolo, invece, si analizza la formazione della situazione criminogena; si evidenziano, in altri termini, le circostanze che incoraggiano questo o quell’atto deviante. L’idea di fondo è che il reato sia interazione, e che esso debba essere considerato, a questo nuovo livello dell’analisi, in stretto rapporto all’ambiente in cui ha luogo, e al cui interno vi possono essere le vittime stesse. Nel terzo capitolo, infine, si cerca di mettere in luce i collegamenti che possono esservi tra le opportunità criminogene e i deficit che caratterizzano la vita di taluni individui e/o gruppi di individui. Se, da una parte, una carenza di freni e legami sociali, di socializzazione, di controllo, di reddito e di razionalità, può dare luogo ad un sovrappiù di definizioni favorevoli alla violazione delle norme sociali e giuridiche, dall’altra, affinché un individuo delinqua è necessario che egli abbia delle opportunità per farlo, malgrado si trovi in una condizione di penuria e di rilevanti privazioni. L’idea di questo capitolo è che le opportunità hanno sempre un grande ruolo, così grande da indurre talvolta un soggetto a delinquere anche se non ne ha bisogno. Egli lo può fare, cioè, perché può trovarsi in una situazione particolarmente favorevole, di fronte a tentazioni troppi forti per riuscire a resistere, e lo può fare anche qualora l’incentivo alla sua azione non sia esclusivamente di natura monetaria.
2012
978-88-568-4565-5
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